GUIDA PER I MEDICI:

LO STRESS E I SUOI RIMEDI PSICOLOGICI

(SENZA FARMACI NE PSICOTERAPIA)

 

Gentile collega,

questo scritto è dedicato ai medici professionisti come te.
In questo breve scritto mi riferirò al concetto scientifico di stress cioè di reazione psicofisica aspecifica ad una richiesta interna o esterna all’organismo che ne perturba l’omeostasi richiamando immediatamente delle reazioni regolative psicologiche, neurali, ormonali e immunologiche.

Lo scritto presenta i principali effetti dello stress nelle nostre vite e quelle dei nostri pazienti e propone alcune tecniche psicologiche di provata efficacia per contrastarlo e prevenirloQueste tecniche non fanno uso ne di farmaci ne di psicoterapia.

Anche noi, come i nostri pazienti, siamo soggetti allo stress legato alla tipologia della nostra professione. Un’estesa ricerca dell’American Psychological Association del 2011 identifica nelle professioni dedicate all’aiuto (medici, psicologi, infermieri, operatori sociali, ecc.) il rischio più alto di sviluppare uno stress cronico (e relativo “burn-out”) tra le varie categorie professionali.

Nel 2004 il premio nobel per la medicina Dr.ssa Susan Blackburn e il suo gruppo di ricerca ha dimostrato scientificamente la connessione tra tecniche psicologiche (non farmacologiche ne psicoterapiche) di gestione dello stress e l’invecchiamento cellulare genetico che avviene nelle strutture del cromosoma chiamate telomeri (i “protettori” della degradazione del DNA espresso). Per chi volesse approfondire ho scritto un articolo riguardo questa ricerca “COME LO STRESS INVECCHIA IL NOSTRO DNA“.

E’ ormai riconosciuto quindi che lo stress cronico influenza la degradazione dei telomeri predisponendo a molte malattie cardiocircolatorie e immunitarie nel breve e lungo termine ma che esistono delle specifiche tecniche psicologiche (non psicoterapeutiche) efficaci nel contrastare e prevenire i danni dello stress.

Lo stress è considerato l’epidemia della nostra società per l’enorme impatto in termini di disagio umano e costi che comporta.

L’American Psychologist Association ha constatato che dal 75% al 90% delle visite ambulatoriali effettuate dai medici ogni giorno sono dovute a malattie e disturbi fisici e mentali collegati allo stress.

In Italia nel 2009 il Dipartimento di Studi Clinici dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con l’AISIC (Associazione Italiana contro lo Stress e l’Invecchiamento Cellulare) ha condotto uno studio sullo stress cronico dal quale risulta che sette italiani su dieci muoiono per patologie legate allo stress, uno su tre è ansioso, 12 milioni e mezzo di italiani fanno uso di ansiolitici e quasi altrettanti hanno avuto almeno un periodo depressivo durante la loro vita.

Lo stress prolungato provoca una iper-produzione di cortisolo, norepinefrina, citochinesi e istamina.
Il cortisolo provoca delle lesioni funzionali (atrofizzazione) in alcune specifiche aree cerebrali prefrontali dedicate alla pianificazione, al controllo degli impulsi, alla valutazione delle conseguenze delle nostre azioni e la nostra consapevolezza mentre induce l’iperattività neurale (potenziamento) di alcune aree sottocorticali, quali il sistema limbico e in particolare l’amigdala, dedicate all’attivazione di emozioni negative legate alla risposta neuro ormonale dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrenali tipica dello stress.

Questo spiega anche perchè uno degli effetti dello stress nel tempo è l’aumento di comportamenti compulsivi finalizzati a diminuire (nel breve termine) il suo aspetto psicologicamente spiacevole anche attraverso modalità (a lungo termine) dannose per l’organismo: fumo, alcol, cibo “spazzatura”, abitudini negative varie, etc.

In una società come quella attuale caratterizzata da tempo e risorse sempre più limitate è purtroppo realistico prevedere che l’impatto dello stress sulle nostre vite sarà sempre maggiore.

Ecco perchè occorre pensare ad una soluzione che limiti i danni dello stress quotidiano in maniera efficace aumentando la nostra qualità di vita.
In questo contesto gli psicofarmaci rappresentano una possibile scelta anche efficace nel breve termine per fronteggiare situazioni si stress acuto, ma non possono essere considerati come unica strategia per il medio e lungo periodo per gli effetti collaterali psicologici e fisici che comportano.

Esistono modalità di provata efficacia che combattono efficacemente lo stress nel breve (eventualmente abbinabili all’azione farmacologica) medio e lungo periodo, che hanno una funzione preventiva e che non presentano effetti collaterali.
Si tratta di tecniche di “mental training” (allenamento mentale) ormai solidamente confermate dalla letteratura scientifica degli ultimi 30 anni.
Non sono solo tecniche di rilassamento psicofisico ma combinano anche un particolare atteggiamento attentivo/cognitivo che si coltiva con la pratica. Queste tecniche si sono dimostrate efficaci nel breve termine nell’interrompere il circuito dello stress psico/neuro/ormonale dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrenali, e si sono rivelate, se praticate nel tempo (almeno due mesi), promotrici della plasticità sinaptica cerebrale delle aree corticali prefrontali e dell’insula dell’encefalo favorendo il controllo dei nuclei sottocorticali (sistema limbico e amigdala in particolare) responsabili della risposta stressante.

L’andamento elettroencefalografico dei lobi prefrontali (attivazione corticale) è diverso nella condizione di stress e di rilassamento con attenzione focalizzata ottenuto con le tecniche di “mental training”.

Le tecniche di “mental training” richiedono semplicemente di essere praticate seduti comodamente, con regolarità per pochi minuti al giorno, in un ambiente, almeno inizialmente, silenzioso dove non si viene disturbati durante la pratica.

Il National Institutes of Health americano, l’American Medical Association, l’ American Psychological Association, L’American College of Cardiology, la Mayo Clinic e molte altre istituzioni sono concordi nell’affermare l’efficacia scientificamente provata di queste tecniche psicologiche per combattere e prevenire lo stress.

Per imparare ad utilizzare queste tecniche occorrono poche sessioni, seguite da qualche incontro di follow-up per rinforzare il consolidamento della pratica.

In qualità di psicologo, dottore di ricerca e specialista dello stress (possiedo la certificazione americana di “Certified Stress Manager Consultant” cioè “Specialista Certificato di Gestione dello Stress” e di “Certified Medical Meditation Consultant” ossia “Specialista Certificato di Meditazione Medica”), raccomando vivamente l’applicazione di queste tecniche a tutti coloro che sono stressati per i significativi contributi alla qualità della vita che offrono.

Presso il Centro Benessere Psicologico pratico questa metodologia di gestione e prevenzione dello stress che prevede anche eventualmente l’uso di un’apparecchiatura biofeedback non invasiva che rileva la tipologia delle onde EEG dei lobi prefrontali per “insegnare” più efficacemente queste tecniche agli utenti.

Per chi volesse avere ulteriori informazioni mi contatti pure scrivendo a info@massimoagnoletti.it o telefonando allo 041 8876451 o al 338 3355779.

Bibliografia:

http://www.apa.org/news/press/releases/stress/2011/final-2011.pdf

http://www.apa.org/news/press/releases/2007/10/stress.aspx

http://www.aisicweb.org/

http://www.pnas.org/content/101/49/17312

http://www.lescienze.it/news/2004/12/02/news/lo_stress_accorcia_i_telomeri-585660/

http://it.wikipedia.org/wiki/Stress_(medicina)

http://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Blackburn