I comportamenti “ir-razionali” della nostra quotidianità

Normalmente abbiamo la sensazione di essere noi i capitani che governano il ponte di comando della nostra vita, del resto se decidiamo di alzarci e andare verso il frigorifero è perché avvertiamo l’esigenza di mangiare, se vogliamo fare una doccia o se vogliamo pensare a qualcosa di specifico direzioniamo la nostra attenzione e la manteniamo focalizzata su ciò che ci siamo imposti.

Tuttavia, se ci facciamo caso, molti aspetti che riteniamo apparentemente del tutto irrazionali e che non vorremmo compiere fanno parte invece della nostra quotidianità.

Eccovi una breve, ma spero efficace, dimostrazione. Rispondete alle seguenti domande:

1- “messaggiare” attraverso il cellulare mentre si guida lo ritenete un comportamento rischioso?

2- praticare un’attività fisica o alimentarvi più correttamente migliorerebbe la vostra attuale qualità di vita?

3- ridurre o cessare una “cattiva” abitudine (fumare, bere alcolici, ecc.) vi farebbe stare meglio?

Se avete risposto “SI” ad una o più di queste domande significa che per qualche motivo non riuscite ad attuare questi propositi ma il punto più importante da capire è perché molto spesso non riusciamo a realizzare questi obiettivi che riteniamo assolutamente condivisibili razionalmente?

La complessità della mente va ben oltre quello che normalmente viene definita razionalità e se non ne teniamo conto quando cerchiamo di migliorare la qualità delle nostre vite incappiamo in un corto circuito che “erode” sempre più la nostra autostima.

Viviamo in una società dove per sapere cosa dovremmo fare per migliorarci (esclusivamente dal punto di vista razionale) basta una veloce ricerca su Google; per sapere che scrivere messaggi al cellulare quando si guida è un comportamento molto pericoloso non serve nemmeno consultare internet ma lo facciamo (chi più chi meno) ugualmente così come, pur sapendo che dovremmo limitarci nel mangiare cibo spazzatura non disdegniamo l’ennesimo pezzo di torta offerto da un/a amico/a creandoci delle giustificazioni che alleggeriscono i nostri sensi di colpa (“sarebbe scortese rifiutare”, “oggi faccio l’ultimo strappo alla regola ma da domani…”, ecc.).

Proprio recentemente una meta-analisi pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology che ha coinvolto 50 studi riguardanti l’alimentazione, sottolinea come le persone siano in genere molto brave quando si tratta di trovare un motivo per mangiare di più (pur sapendo che non lo dovrebbero fare).

La cosa ulteriormente interessante è che siamo tanto bravi a trovare giustificazioni ai nostri “fuori pista” comportamentali quanto intransigenti quando ad essere protagonisti dei “fuori pista” razionali sono gli altri (“quel criminale che ha investito quegli innocenti guidava scrivendo un messaggio al cellulare…”).

Ciò che generalmente chiamiamo “razionalità” non è che una parte (anche se molto importante naturalmente) della nostra mente e solo conoscendo anche altri processi psicologici che ci guidano sia emotivamente che motivazionalmente possiamo essere più efficaci (e felici) riuscendo ad essere maggiormente protagonisti delle nostre vite.

Anche se la nostra cultura occidentale tende a distinguere i processi razionali dagli altri (che quindi implicitamente dovrebbero essere “irrazionali”) questa distinzione è puramente fittizia e nasconde il fatto che invece esistano processi con logiche di funzionamento semplicemente diverse (alcune più intuibili e riconoscibili rispetto altre).